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venerdì 23 febbraio 2018

Una giratina nel Chianti Fiorentino

Chianti
Tanti turisti ma anche locali mi chiedono consigli su dove andare a fare un giretto di una giornata nel Chianti, o come dicono gli Americani "to Tuscany" , come se Firenze non fosse già in Tuscany... ci ho provato all'inizio della mia carriera a spiegare che Firenze è la capitale del Tuscany, ma nulla, vedo che gli rompo una idea precostituita in testa, e allora lasciamo il Tuscany come destination, così come le Cinchetere (Cinque Terre) e il The Mall, classiche mete del daytrip forestiero.

Firenze, oltre a essere una bellissima città dove intere settimane non sono sufficienti per scoprirla tutta, ha pure la fortuna di essere nel mezzo di una culla fatta di colline, campagna florida, piccoli borghi abbarbicati sui cucuzzoli di medievale memoria, vigneti, uliveti... un paradiso.

Quindi partiamo.

Dove andare nel Chianti per una gita di un giorno?

La famosissima strada statale n. 222, conosciuta anche nei più reconditi angoli del globo, in realtà non è quella che percorreremo oggi, o almeno non dall'inizio. Io non so perché è così famosa, devo essere sincera - bella, per carità, ma ci sono viste panoramiche ovunque nel Chianti, anche non nella 222, quindi sentitevi liberi e non in colpa se decidete di non percorrerla tutta.

Usciamo da Firenze da Porta Romana e percorriamo la Via Senese fino al nuovissimo traforo del Galluzzo, che vi farà sbucare direttamente sulla superstrada Firenze-Siena. Si trova dopo il dirittone dove ci sono tutti i benzinai economici, e passato il cimitero monumentale dove riposa tra gli altri la controversa ma fiorentinissima Oriana Fallaci.

Sulla vostra destra dopo poco vedrete il grandissimo cimitero di guerra americano, con più di 4000 tombe di caduti da tutte le nazioni, morti durante la seconda guerra mondiale.

Sulla vostra sinistra dopo l'uscita Bargino potrete osservare intorno ai vigneti la modernissima Cantina Antinori, avveniristica, molto chic and cool, che se volete potrete visitare anch'essa, prenotando la vostra visita o degustazione mooooooolto tempo in anticipo.

Cantina Antinori al Bargino

Primo stop della nostra gita la medievalissima San Gimignano - le sue torri spiccano già pochi metri prima dell'uscita di Poggibonsi e fungono quasi da cartello stradale. Una manciata di chilometri e arrivate in questo borgo perfettamente conservato con 11 case-torri dell'altezza originaria, viuzze strette e tutte in pietra, un museo delle Torture che vi rigirerà le budella (prima o dopo mangiato, quando andare? mah.... difficile dirlo...) e tanti negozietti che oggi sono per lo più turistici purtroppo ma alcuni di accessori in pelle sono strepitosi.
Ricordate il mio post sulle case torri medievali? ecco una rinfrescatina
Devi dire che in alta stagione San Gimignano soffre molto il turismo di massa, è letteralmente assalita, ma come si fa a rinunciare? Impossibile.
San Gimignano

Caffeino, o gelatino e via si riparte.

Andiamo a visitare la prima cantina, intorno all'ora di pranzo - mettete sul navigatore Fattoria di Sant'Appiano e dopo 15-20 minuti arriverete in questa casa-fattoria rinascimentale, appartenuta un tempo alla gloriosa Famiglia Pitti. Qui due gentilissime signore, madre e figlia, vi accompagneranno nella visita degli ambienti, ristrutturati in chiave moderna ma mantenendo un aspetto rustico e da "cantina".
Poi pranzo delizioso accompagnato da degustazione di vini - quanti? A noi ci hanno voluto stendere subito con ben 6 vini tra rossi, bianchi e un delizioso rosé, più il loro celebre Vinsanto (ha vinto un premio importante come migliore bevanda da abbinare al sigaro cubano).
Ottimo cibo, semplice e gustoso, ma soprattutto ottimi vini e oli, tutto prodotto in azienda.
Su richiesta, organizzano anche la ricerca del tartufo, con i loro cani (gli stranieri vanno pazzi per il truffle hunting!)

Già belli brilli ripartirete - ecco, o prendete un autista o chi guida non deve bere - la legge parla chiaro, mezzo bicchiere e sei fuori. Occhio. Poi è pieno di curve, le fate dritte....

Fattoria Sant'Appiano

Fattoria Sant'Appiano


Seconda destinazione vino - riprendiamo la Firenze-Siena direzione Firenze, andiamo per San Donato (carinissimo borgo) e ci allacciamo alla famosa 222 - siamo proprio sul crinale, il panorama è da piangere! Arriviamo in poche curve (perché il Chianti è curve!) all'Azienda Agricola di Poggio Amorelli.
Bellissima terrazza che domina la vallata, le viti riposano dopo le fatiche della vendemmia, aspettando la bella stagione. Re della galline, il mitico Gallo Nero, che qui c'è per davvero, non solo il cartello simbolo del vino Chianti Classico.
Anche qui cantina notevole, spiegazione sulle varie fasi del processo e le varie botti di rovere dove il vino riposerà - uve Sangiovesi, Merlot, Cabernet, Syrah. Ogni enologo sceglie il suo percorso, il Sangiovese ovviamente la fa da padrone.
Ristorantino carinissimo, familiare, accogliente, caldo.
Altri 5 vini da degustare, incluse Riserve importanti e spumanti dry. E il loro strepitoso aceto balsamico IGP, che producono in piccole quantità a Modena (nel mondo ogni anno si produce al massimo 200,000 bottigliette! )
Noi abbiamo assaggiato quello invecchiato 38 anni, che è fuori di questo mondo.

Vista da Poggio Amorelli

Ristorantino e area degustazioni Poggio Amorelli


Ripartiamo dal Chianti con quasi un velo di tristezza, vorremmo stare di più, vorremmo vedere di più.... ma siamo fortunati, possiamo tornarci quando vogliamo :)

Altri luoghi della Toscana che io adoro e consiglio sempre sono:

Monteriggioni - un borgo completamente tra le mura medievali, con una piazza, tre strade, una chiesa e 50 residenti. E al centro "Il Pozzo", un'ottima trattoria.

Certaldo - altro borgo veramente carino, lasciate la macchina a Certaldo bassa e prendere la funivia fino alla parte alta, patria del Boccaccio. Visitate il Castello, salite sulla Torre e camminate lungo le mura. Veramente una valida alternativa. D'estate, a Luglio, il festival degli artisti "Mercantia", straconsigliato!

Volpaia, Radda, Gaiole, Greve in Chianti - tutti luoghi da considerare in caso di soggiorno di 1-2 notti nel Chianti

Montefioralle - due case in croce, a 2 minuti da Greve in Chianti

Impruneta - adorabile paesino, capitale del cotto fiorentino, da dove provenivano i 4 milioni di mattoncini della Cupola del Brunelleschi

Sicuramente mi sono dimenticata di qualcosa, la Toscana è uno scrigno di tesori , tutti i Castelli (Verrazzano, Vicchiomaggio, Brolio), i paesi come anche Volterra, Colle val d'Elsa.... ah, e poi c'è una cittadina carina, aspetta come si chiama....ah si Siena. Pure quella.
O anche la Certosa del Galluzzo, con il Pontorno e le Robbiane, oppure il borghetto di Badia a Passignano, con la Chiesa e i vigneti sempre degli Antinori dove fanno il Tignanello.

Montefioralle

Dove dormire nel Chianti?

domenica 5 giugno 2016

Io e il Casentino

Io e il Casentino - sottotitoli "O te, parina, tu dormi in proda cittina?"

Questo e tante altre frasi mi ronzano in testa, della mia infanzia casentinese...
Si perché l'Elaiza, fiorentina Doc purosangue, in realtà ha radici casentinesi. Io nata a Careggi, Firenze, ma madre di Vallucciole/Stia, e padre di Romena.
Trapiantati prima della nascita di me medesima in quel di Pontassieve, ho quindi una formazione mista: casentinese, valdisievese e fiorentina. Sono rustica di campagna, e scafata di città.

Il mi babbo aveva 10 fratelli - 5 maschi e 5 femmine. La mi nonna Ada ha avuto 10 gravidanze in 18 anni. Anzi 12 perché due sono stati aborti.
E questi fratelli non sono stati a pettinare le bambole, ma hanno a loro volta sfigliolato.
Abbiamo fatto il conto di recente: siamo 18 cugini di primo grado e 22 di secondo grado.
A Marzo 2008 si fece anche il primo Cugino-Raduno e si era in 36 all'epoca.



Quando ero piccola era un must andare il weekend in Casentino, perché molti della big Family vivono ancora là. E quindi tutti i sabati o domenica il mi babbo ci scarrozzava a Romena - io strippavo regolarmente sulla Consuma, e poi si ripartiva.

Con le mi cugine se ne combinava di cotte e di crude. E se ne buscava quasi tutte le volte.

Quando si infilò nel fiume.
Quando si tirava i sassi verso la strada.
Quando si fece la casa nel bosco e ci si riempì la schiena di processionarie.
Quando non si tornava mai in tempo per mangiare.
Quando ci si ritrovava i conigli sbudellati e scuoiati davanti mentre si giocava a nascondino.
Quando si andava alla fattoria a rubare il latte in polvere.
Quando si giocava nei covoni di fieno.
Quando si mangiava la qualsiasi bacca si trovava nel bosco.
Quando si infilava regolarmente nel campo di ortiche e/o rovi per dare dietro ai cani che ci scappavano dalle gabbie.
Quando si pensava che davvero scendevano i mandarini dal camino per Befana, invece era Nonna Ada che li tirava per l'aria quando eravamo girate.
Quando si veniva giù come le sassate in bici sulla strada sterrata.
Quando si mangiava i crostini di sgamo che erano pronti nei vassoi prima di essere portati a tavola.
Quando si mangiava troppi fichi direttamente dall'albero e ci veniva la scacaiola.
Quando si mangiava troppe ciliegie e ci veniva la scacaiola.

Ho passato un'infanzia dorata.

In questo cascinale tipico toscano, pieno di stanze, di anfratti, di luoghi misteriosi, di animali, domestici e non, di scorpioni, di galline e conigli con cui facevo amicizia e immancabilmente mi trovavo poi nel piatto, di parenti, di cibo, di serate a "veglia" attorno al camino, ho passato anni indimenticabili.
Poi arriva l'adolescenza, la ribellione, tutto ti sta stretto, e queste gite in Casentino mi avevano rotto le palle, tutto il Casentino mi aveva rotto le palle, non ne potevo più, e avrei voluto che i parenti invece che tutti in Casentino fossero sparpagliati nel mondo, così avrei avuto una scusa per viaggiare. Invece erano tutti lì, e io non sopportavo più nulla.

Poi morirono i nonni. Poi lasciarono il cascinale meraviglioso, perché era in pessime condizioni. Poi non si andava più in Casentino. Poi è morto anche mio babbo. E il Casentino si è ripresentato con tutta la sua forza nel mio cuore, nella mia mente, sotto la mia pelle.
E ci vado tutte le volte che posso.
A trovare i sempre tanti parenti che ancora ci vivono, che vedono mio babbo in me, e mi strizzano forte come se abbracciando me abbracciassero anche lui. I miei parenti che sono sempre così gentili, così contenti quando andiamo a trovarli, così col cuore aperto, che ti offrono tutto quello che hanno.

E ogni volta in più, ogni viaggio in più, apprezzo sempre di più. Un misto tra nostalgia, ricordi, e esperienze nuove, con occhi nuovi.

Io, quella che è scappata da Pontassieve alla città a 20 anni perché mi stava troppo stretta, mi ritrovo ora a godere di questa tranquillità che è propria del Casentino, un lembo di terra meravigliosa che è troppo lontana da Firenze e troppo lontana da Arezzo per essere "contaminata" dallo stress, dalla frenesia.
Ok forse non potrei accettarlo nel mio quotidiano, comunque resto cittadina, ma andarci ogni tanto mi fa tanto felice e faccio pace col mondo.

Le ricche sgrifate, i borghi in pietra pieni zeppi di storia, i tanti artisti che nel tempo hanno transitato di qui e se ne sono perdutamente innamorati: Dante, Clet, Pieraccioni, tanto per citarne i primi che mi vengono in mente.

Ne parlerò più dettagliatamente, perché il Casentino merita di essere visto da tutti, visitato in ogni suo angolo, merita di essere assaporato.
Non troppa pubblicità, perché un si vuole che diventi un baraccone inflazionato come il Chianti, la Costiera Amalfitana o le 5 Terre, ma merita di essere amato da chi ha la tenacia di passare la Consuma, e come tutte le belle cose bisogna prima desiderarle a lungo, faticare un po', pensare spesso "ma un s'arriva mai??" e poi alla fine arrivati alla curva di Scarpaccia, ti si srotola davanti, con il Castello di Poppi che domina fiero tutta la vallata, e ti fa finalmente dire:

Eccolo, il Casentino, sono arrivata. A casa


Piazza Tanucci - Stia - Location de "Il Ciclone"

mercoledì 2 marzo 2016

Delizioso Mangiafoco

Oggi vi parlo di un posticino che conosco bene, ci sono stata già diverse volte a pranzo, ma ancora non ne avevo mai parlato!
Mangiafoco si trova nel cuore medievale del centro fiorentino, a due passi davvero dal Ponte Vecchio, in Borgo SS Apostoli, che è una via che io adoro e dove ci porto spesso i turisti, perché it's sooo medieval, con le sue case torri perfettamente conservate e la bellissima piazzetta del Limbo.

Mangiafoco è nato come wine bar e si è piano piano esteso sia fisicamente acquisendo il fondo accanto e restaurando tutto il locale, che come menu allungandolo e propendendo verso l'osteria. Un'osteria raffinata, dove ai piatti forti della nostra tradizione, come la ribollita, la panzanella, la pappa al pomodoro, potrete assaggiare piatti creativi come le tagliatelle al pesto di cavolo nero e pistacchi, i ravioli ripieni di astice con crema di bietole, carpacci di manzo, tonno o pesce spada, tartare. Moltissima scelta anche per i vegetariani! E in stagione buona hanno anche un menu a base di tartufo.

Mangiafoco ha varie salette, rustiche ma delicatamente arredate, e ha anche due salette private per gruppetti di amici/colleghi/turisti al piano di sotto.
In generale è un posto molto discreto, calmo e romantico, dove potrete parlare tranquillamente senza dover berciare, come in alcuni ristoranti fiorentini.

Francesco e Elisa vi coccoleranno insieme al loro staff, consigliandovi il piatto forte del giorno o semplicemente abbinando il vino giusto alla vostra scelta.

Hanno un'ottima carta dei vini, ma quello che spacca di questo posto è l'altissima qualità delle materie prime, soprattutto degli affettati e dei formaggi - hanno tantissima scelta e tutte top!
La Sbriciolona di Scarpaccia in Casentino è nel mio cuore, ma anche la mozzarella di bufala, sia semplice che avvolta in un a fetta di prosciutto o speck e passata un attimo in forno... ahahh oddio non è stata una buona idea scrivere questo post alle 11,45 di mattina.... sto sbavando sulla tastiera.

Aperto pranzo e cena, ottimo per uno spuntino veloce con un tagliere di salumi e formaggi ma anche per un pranzetto (o cenetta) romantico.

Durante il pomeriggio possono organizzare su richiesta degustazioni, spiegando anche in inglese come si degusta il vino e tutte le sue proprietà.

Assolutamente da raccomandare! E da provare, forza che aspettate?


Mangiafoco

Borgo Ss Apostoli, 26 rosso
055 2658170

Tagliere di affettati misti e formaggi con marmellate
Tagliere top!


Fagottini di cacio e pere..... si scioglievano in bocca!


Cubo di filetto di manzo con carciofi e patate

venerdì 13 novembre 2015

Il Nuovo Museo dell'Opera del Duomo - una meraviglia

Era già un bellissimo museo, uno dei miei preferiti. Hanno chiuso per un ulteriore restauro, avendo acquisito gli spazi dell'attiguo Teatro degli Intrepidi, volevano sistemare meglio la situation.
E come lo hanno fatto!! Spettacolare. Semplicemente spettacolare, da brividi, anzi da piangere proprio....

Il Museo dell'Opera del Duomo nasce nel 1891 per accogliere soprattutto la Pietà di Michelangelo, rimasta senza una casa - diventa poi il fantastico ripostiglio delle tantissime opere d'arte che nei secoli sono state sostituite nel Duomo e nel Battistero con oggetti più trendy e rispondenti al gusto del momento. Si, perché se ora grideremmo allo scandalo se qualcuno togliesse per esempio il David in Piazza Signoria per far posto a un pezzo d'oro scintillante di Jeff Koons (....) ai tempi sostituire oggetti che iniziavano a deteriorarsi o semplicemente erano passati di moda con cose più ganze e moderne era assolutamente normale.

E quindi immaginatevi in 800 anni quanta roba è passata sotto ai ponti!!

La sala dell'Antica Facciata

Arnolfo di Cambio quando aveva cominciato la costruzione della Cattedrale di Santa Maria del Fiore l' 8 Settembre 1296 aveva già iniziato a imbastire una bellissima facciata, ma era morto prima della sua fine (poracci gli architetti medievali... non vedevamo mai la fine delle loro opere...) e questa era rimasta a metà - anzi a un terzo. E nel 1587 l'hanno buttata giù del tutto...
lo sapevate si, che la facciata attuale della nostra Cattedrale risale al 1881? e che prima un c'era proprio nulla? Pazzesco no?

Insomma, sono riusciti a ricostruirla, a grandezza quasi 1:1 , una stanza illuminata naturalmente dall'alto che riproduce lo spazio tra il Battistero e il Duomo come era in antichità. Da cadere in terra secchi stecchiti. Pelle d'oca.

Con due delle tre porte del Battistero restaurate, Porta del Paradiso compresa, scintillante e meravigliosa. In attesa della terza, in restauro per altri 2 anni.


Sala dell'Antica Facciata

Madonna dagli Occhi di Vetro - Arnolfo di Cambio

giovedì 5 gennaio 2012

Ristorante Da Tullio a Montebeni

Riemergo da poppate, pannolini e figlioli maggiori sclerati per ricordare con piacere e condividere una ricca sgrifata avvenuta ai primi di Novembre, quando ancora potevo dare la colpa alla pancia per le varie voglie e bisogno di riempirsi lo stomaco a dismisura...

Da Barcellona con furore son venuti a trovarci i nostri amici Ray e Tessa, irlandese lui americana lei, e quale miglior modo per far loro apprezzare la nostra fantastica regione che portarli a pranzo in the Tuscan countryside?

Abbiamo scelto un posto fantastico, provato già in passato e che riconfermiamo a palla: ristorante Da Tullio, a Montebeni. Strada magnifica per arrivare, sopra Fiesole, così che gli ospiti forestieri sbavano per la vista mozzafiato sulla città, poi entri in una viuzza in mezzo ai boschi, impelagata abbastanza da farti sentire in aperta campagna, anche se sono 10 minuti di numero da Fiesole. Paesino di 3 case in croce, e questa trattoria alla bona, con la vecchia gastronomia ancora funzionante, grande il giusto da star comodi, ampie vetrate sulla campagna, e personale straordinariamente gentile e cordiale.

I proprietari sono la famiglia Bacciotti, impegnati da anni nella solidarietà, con la fondazione Tommasino Bacciotti. Lo scopri se guardi le foto nel corridoio d'entrata, delle varie serate organizzate per raccolta fondi, che hanno coinvolto anche i giocatori della Fiorentina (Fiorentina?... what's Fiorentina right now? che si vende anche le panchine fra un pò.....).

Parlando di cibo, rispetto della tradizione culinaria toscana, con un menu che non sai da che parte cominciare, della serie che si pò piglià tutto???

Abbiamo scelto antipasto misto per tutti, con crostini vari e affettati, bruschette, fagioli, fritturina mista di verdura tra cui anche le foglie di salvia che ha stupito tanto i nostri amici.
Come secondo Leo ha preso l'agnello, io la frittura di pollo e coniglio (e un m'era bastato le verdure capito....) e loro ovviamente la tagliata, ottima.

Abbiamo anche preso i dolci, liquori vino acque varie, totale del disturbo 136,00 Euro, in 5 - sinceramente per la qualità del servizio, del cibo e il resto è molto onesto.

Vi ho messo una foto del menu con i prezzi: antipasti e primi tutti 8 euro; secondi prezzi vari da 9 a 22 Euro; contorni 5 Euro; dolci uguale, 5 Euro.

Nota di stra-merito: nell'attesa del cibo hanno portato a Seba un kit per disegnare, matite e fogli pre-stampati, 100.000 punti!!!

Appena entrati verrete accolti da una montagna di ciccia! Mmmm :)

Guardando il loro sito ho visto che hanno anche una casa vacanze, il Podere di Tullio, vicino Vicchio, posto strepitoso!! Sembra davvero magnifico, sia le camere che la zona, che la piscina... dolci sogni...

Insomma, andateci, a mangiare, a dormire, a nuotare a fare icchè vi pare ma andate.



Via Ontignano, 48

Montebeni Fiesole

055 697354

Chiuso il Lunedì




Welcome!



Kit per disegnare!


Antipasto misto



Pollo e coniglio fritto


Tagliata!



giovedì 20 ottobre 2011

Da Filetto a Stia

Questa bella giornata risale a quest'estate, al 1 Settembre in particolare, quando radunata la truppa del parentado siamo andati in Casentino a vedere la Mostra del Ferro Battuto, bellina un monte e interessante, con questi artisti (davvero artisti) che lavorano davanti a tutti e portano avanti una bellissima tradizione, ma sopratutto diciamocela tutta siamo andati a sgrifare!
Io col Casentino ho un rapporto strettissimo perchè, non credo di avervelo mai detto, io son di origini casentinesi - chiariamo, sennò verrà usato contro di me dal Leo che dice che non sono fiorentina, io sò nata a Careggi capito nini, però i miei sono entrambi del Casentino, e un sacco di miei cugini e zii vivono là. Quindi un pò casentinese inside sono....
Se tu mi senti dire "o citto un dormire in proda perchè tu barulli daì letto" sapete che è la mia anima casentinese a parlare ;)

Tornando a noi, il ristorante scelto è stato Da Filetto, nella piazza centrale di Stia, quella coi portici, e sopratutto quella dove è stato girato il Ciclone, che è in assoluto uno dei miei film preferiti, che conosco a memoria e con Massi e il mi fratello parte sempre gli sketch che ci si parla a battute del film.... se tussè buho dillo, esci alla luce del sole... tappami Levante.... finocchi freschi oggi?.... ci pigliava peì culo anche i bidello.... dos los ramatos....il flamenco lo ballo anch'io....metto l'allarme passera...tranquillo e un te l'ho messo incinta (il motorino!)...lancialo lancialo lo sboomerang.... e tante tante tante altre....

Anyway, Da Filetto è una tipicissima trattoria molto molto semplice, non vi fate bloccare dal fatto che è in piazza centrale, è ottima e i prezzi sono ridicolmente bassi, ridicolmente intendo per chi è abituato alle trattorie di Firenze, che qui può strafogarsi e quando arriverà il conto gli verranno le lacrime di gioia agli occhi....
Sito non c'è, prenotate perchè è piccolo e son sempre pieni, personale alla mano e parecchio indaffarati, cortesia genuina e non forzata. Punto di forza del posto? Tortelli! Di patate rigorosamente, al ragù, al semplice burro perchè son talmente buoni perchè te li vuoi godere, o al cinghiale come li ha presi Leo. Di secondo la ciccia, un roastbeef ESAGERATO, senza scherzi, o la selvaggina, il Leo gnene ha dato di capriolo.

Non ricordo esattamente quanto s'è pagato, ma fate conto primo secondo e dolce, vino acqua caffè e ammazzacaffè tutti, qualcosa tipo 25 euri a testa, ma forse un ci siamo nemmeno arrivati!!!

Vale il viaggio anche solo per questo - e poi il Casentino è così bello.... attro che Chiantishire, qui si che c'è gente sanguigna e verace, l'ingrese e un sanno nemmeno icchè l'è!!!

Da Filetto
Piazza Tanucci 28
Stia Arezzo
0575 583631

























giovedì 21 gennaio 2010

Borgo Casa al Vento

Latito, latito lo so, ma son flippatissima con i nuovi blogghe in english e french che sto facendo per il discorso guida, comincio ad avere accessi dall'estero e son garvanizzata a pallaaaaa!!!
Quindi ora sono divisa e dilaniata ed estenuata dalle seguenti attività quotidiane nonchè mie grandi passioni spassionate e passionevoli, che sono esattamente, ma non necessariamente in questo ordine:

Figliolo
Fidanzato
Lavoro
Lavoro come Guida
Casalinga disperata
Blogghe italiano
Blogghe ingrese
Blogghe francese
Fiorentina alè alè
Amici
Cene fori
Parentado

Che altro?.... mi sembra abbastanza, le mie giornate dovrebbero essere composte da almeno 58 ore e non mi basterebbero comunque, ma va bene così finchè unne schianto continuo.
Oh, andateci a dare un occhino eh!

Poerino quello in francese va a due all'ora, ma l'è dura scrivere in francese con tutti quegli accenti accident'agli accenti.
Ah e poi sto aiutando ì Bocio a tradurre le emails per il suo novo business. Giueeeee

Indi ragion per cui poscia, e indi ragion per cui gli era i compleanno d'Illeo il 13, ho pensato bene di fargli una caccia al tesoro, vendere il Nano ai miei, e andare via in fuga romantica per un favoloso weekend di relax, sgrifate, coccole ma anche e sopratutto SANE DORMITE.
Il tutto è durato la fantasmagorica cifra di 15 ore, perchè siamo arrivati alle 7 di sera dopo tornanti sperduti che manco suì Muraglione, e siamo ripartiti alle 12 perchè io dovevo entrare a lavoro domenica, ma ho chiesto 2 ore di permesso per andare allo stadio a vedere la Viola piglianne 2 in casa dal Bologna, o che mi pigliate per i culo???
Ma torniamo a noi. Sotto consiglio del mi collega Bistecca (indovinate perchè si chiama così??) siamo andati ad un agriturismo sopra Gaiole, Borgo Casa al Vento, un borghetto sufficientemente sperduto nei colli chiantigiani a 4 km da Gaiole, una figata pazzesca!! Nonostante il tempo bastardo che si siamo svegliati pareva d'essere nì Bergamasco dalla nebbia che c'era, abbiamo apprezzato moltissimo, molto molto bello e rilassante. Immagino d'estate gli americani come ci sbavano per un posto così, e sinceramente anche noi fiorentini.
La cenetta casalinga è stata una chicca, il cinghialotto ammazzato fuori dall'uscio e cucinato, il polletto e il galletto del loro pollaio, affettati esagerati.

Camera bellina un monte, si doveva fare anche il bagno nel vino, ma s'è dormito ad oltranza la mattina ( e ci credoooooo e l'è un anno un dormo!) quindi next time.
C'ha giovato a palla!

sabato 16 agosto 2008

Ora chiudo per ferie per un pò...

Ero già un pò assente da una settimanina a questa parte, ma vedo che in giro in generale non c'è nessuno, siamo tutti in ferie sembrerebbe.
Noi abbiamo amici a Firenze da lunedì, in pratica dopo la blogcena, ho fatto giusto in tempo a scriverne il post e poi sono arrivati l'Ale e il Paolo, la nostra coppia di amici di Varese. Non è la prima volta che vengono a Firenze, e quindi ci siamo concentrati su posti fuori da Firenze, solo stamani facciamo una capatina in centro, li porto a vedere il Bargello.

Siamo stati a Siena, beccando una giornata un pò strana, cioè quello del sorteggio delle squadre, o dei cavalli, non ho capito, insomma c'era un casino incredibile, un'ora per parcheggiare, scene da giungla urbana, e Piazza del Campo era in pratica inagibile per la troppa gente. vabbè... Siena è sempre bella comunque, al di là della rivalità sempre presente con Firenze, devo ammettere che è proprio bella. Siamo entrati dentro al Duomo, che è una cosa allucinante, il pulpito di Giovanni Pisano, e i pavimenti intarsiati di marmo... e poi tutta questa atmosfera del Palio, bandiere alle finestre, gente che girava con i foulard della propria contrada al collo cantando cori.. insomma, e ci sentano anche più che noi per la Viola...

Dopo Siena siamo andati a fare una degustazione di Chianti sotto Castellina, a Rocca delle Macìe. Se non lo conoscete ve lo straconsiglio. Hanno ottimi vini e la degustazione è gratis. Tanto poi compri per forza, perchè ti fanno assaggiare delle chicche....e che paesaggi nel Chianti gente, se siamo così famosi nel mondo un motivo ci sarà... :)

Poi ci siamo fatti gli outlet, sia quello di Barberino, che quello molto più soddisfacente per l'Ale di the Mall, l'outlet per eccellenza. 28 tra le più famose firme della moda. Per chi compra in genere queste cose, questo è il paese dei balocchi, perchè gli sconti sono reali. Io non sono una da marche, anzi, mi garba fare i veri affari al mercato delle cascine il martedì mattina, ma devo ammettere che indossare un paio di Tod's o di Hogan (al di là che le fa il MIO Presidente...) è come avere le pantofole addosso, e costavano sui 100 Euro, cosa che se vai al negozio di scarpe al Duomo con 100 euro non te le fanno manco provare. Comprare cose di marca è una scelta, sicuramente ora come ora non ne avrei la possibilità economica, ma riconosco che chi lo fa per la comodità o perchè i materiali sono di qualità ha le sue ragioni. Chi lo fa solo per avere il marchio o il logo addosso beh, per quelli provo solo un pò di pietà.

Ieri ricca sgrifata di bistecca chianina a casa dei miei suoceri e oggi appunto il centro. E il tutto intervallato da pomeriggi oziosi nella piscina stupendissima dell'agriturismo dove li avevo messi a dormire, che è un posto che se non te lo consigliano non lo trovi mai, ma ora faccio pubblicità gratuita non mi interessa, perchè questo posto merita un 10 e lode. Podere Scarabattoli, a Comeana, sopra Signa. Una zona che normalmente non cliccheresti mai per un agriturismo, eppure la campagna lì intorno è davvero bella e il posto è piccolo, solo 7 camere, con questa piscina appunto esagerata. Se avete amici che vi vengono a trovare mandateli lì, è una garanzia.


Ora vi lascio, lunedì si parte per la Sardegna, ci si ribecca quando torno, spero solo nella clemenza del tempo, perchè se è come ieri che erano 15 gradi e sorseggiavo un tè caldo mi sparo.

Bona cicci!!

martedì 24 giugno 2008

Ponte San Giovanni

Buon Santo Patrono di Firenze a tutti!! Oggi è San Giovanni, sono a casa a boccheggiare, a cercare di pensare che mi garberebbe un monte andare a fare due foto al corteo storico in centro che accompagna i giocatori del calcio in costume all'arena di Piazza Santa Croce, ma è veramente un caldo insostenibile e un ce la fo... me ne sto sul divano a mo di bradipo a guardarmi "Non ci resta che piangere"... sempre in costumi d'epoca sono :)
E poi, ho fatto ben troppa attività fisica in questi giorni, oggi vivo di rendita.
Ma andiamo per ordine...
Sabato notte vi avevo annunciato che sarei andata al Nottarno... carino carino. Tutta la zona dell'Oltrarno invasa di gente, tavolini dei ristoranti e pub all'aperto, negozi aperti, musichine a ogni angolo di strada, Dj sessions, banchini con la degustazione di vini rossi,insomma di tutto di più. Era un caldo bestiale, i 3 differenti vini rossi della degustazione che avevi pagando la modica cifra di 5 Euro galleggiavano nello stomaco e nella testa, le spallette del Ponte Santa Trinità erano tappezzate di persone a respirare un minimo d'aria... In Piazza Pitti c'era un palco da dove facevano concertini e spettacoli di ballo e un mega bancone con baristi che davano fondo a centinaia di fusti di birra. Piazza della Passera con un dj ganzissimo che da mezzanotte metteva musica house dance. Piazza Santa Felicità con il pianobar e due signore avventrici del ristorante Celestino che gnene davano di tarantella parevano pagate. In Piazza Santo Spirito c'era il mercatino e la facciata della chiesa era illuminata da un faro multicolore, che le proiettava a momenti luce verde, arancione e naturalmente viola.
C'era veramente una bella atmosfera, perlomeno fin verso le 01,00 am, poi logicamente cominciava il degenero, rimanevano solo gli ubriachi a giro, a strippare a ogni angolo di strada, e allora si levano le tende, e si rimane con un bel ricordo, senza dover vedere i punkabbestia collassati in Santo Spirito con i rispettivi cagnolini che si o zompavano o mordevano e i barboni che bestemmiavano che non potevano dormire nei loro soliti angoli.

Piazza della Passera

Piazza Santa Felicita

Piazza Pitti





Domenica invece per sfuggire all'afa incredibile (39 gradi segnalati dal termometro dell'Esselunga di Viale Guidoni) siamo andati al parco di Villa Demidoff, sulla Via Bolognese, sulle colline a nord di Firenze. Questo parco nasconde pratoni stupendi, chicche architettoniche come la cappella del Buontalenti, e la bellissima statua Il Gigante dell'Appennino del Giambologna, e la perduta Villa Medicea tanto amata da Francesco I, che la acquistò e la trasformò in soggiorno fiabesco per la sua amante Bianca Cappello.
Siamo giunti sul pratone, all'ombra di un bell'albero, ci siamo appropinquati a mangiare il nostro pranzo pic nic (pasta fredda e cocomero a volontà) quando è arrivato un branco di ragazzetti stile campo solare ma AMERICANI. Cioè io prendo ferie per scansare i turisti e mi trovo attorniata da pischelli americani urlanti che alla vista del Gigante urlano "wow! this is the coolest thing I have ever seen", no ragazzi un ce la fo. Abbiamo atteso una dose di fortuna o un tornado localizzato che li portasse via, ma ciò non è accaduto e ci siamo trasferiti sotto un altro albero, naturalmente più scomodo dell'altro. Ma anche qui a breve è arrivata una festante famigliola di nazionalità ignota che faceva un casino dell'ottanta, e giocava a pallone a un metro dalle persone, allora per evitare di fare a manate in una tale amena giornata dopo un pò ce ne siamo venuti via... peccato.
Il posto è però molto bello, non hanno un bel sito internet, ma lo trovate sulla bolognese, è aperto d'estate il venerdi sabato domenica e festivi dalle 10 alle 19,30, ingresso gratuito.



Ieri invece, a casa per il ponte di San Giovanni, siamo andati a rinfrescarci in piscina, e tra le piscine pubbliche fiorentine di Bellariva , Costoli e le Pavoniere abbiamo scelto quest'ultima, immersa nel verde del parco delle Cascine, attorniata da alberi, abbastanza piccola ma veramente piacevole. Infatti siamo stati benissimo, anche se c'era logicamente un pò di gente, siamo stati davvero bene. Ora l'hanno ristrutturata tutta, sopratutto zone bagni e spogliatoi che cascavano a pezzi, c'è un bel punto bar con tavolini all'aperto, la possibilità di lettini, insomma d'icchè c'è un manca nulla. La sera fa ristorante, e c'è la possibilità di fare anche il bagno notturno, ma vi saprò dire meglio, perchè sto pensando di organizzarci la mia festa di comple...



E stasera quando riemergeremo dal coma pomeridiano si va a vedere i fochi di San Giovanni, che come canta il Pieraccioni "Firenze spara i fochi, quando arriva San Giovanni, noi si guardano e si dice l'eran meglio quegli altri anni"

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