Quindi, ecco che in Borgo Pinti si apre questo convento, dedicato a Santa Maria Maddalena de' Pazzi, e svela un maremagnum artistico pazzesco... dal Rinascimento più sobrio del loggiato d'accesso, con queste colonne con capitelli ionici carinissimi, e l'architettura semplice e leggiadra dell'interno di Giuliano da Sangallo, con le cappelline con archi a tutto sesto lavorati con decorazioni diverse in pietra serena, la purezza che si respira.... l'eleganza meravigliosa del crocifisso del Perugino, senza parole... l'apoteosi del Barocco fiorentino della Cappella Maggiore, del soffitto affrescato a illusioni prospettiche di sfondati e la chiccosissima Cappella del Giglio...
Ho rivalutato il Barocco, lo odiavo quasi, troppo pomposo, celebrativo, magniloquente, lecchino... quello romano... ma noi fiorentini siamo riusciti anche in quest'arte esagerata a mantenere la nostra tradizione di sobrietà e purezza che ci contraddistingue ovunque.
Che dire? Dovrò farci un'Elaiza Tour!!
Una curiosità, il convento nacque nel 13 secolo come casa di accoglienza per prostitute che si erano pentite di questa vita, quindi convertite, o repentite, da qui il nome della via Borgo Pinti.
A tutto c'è un perchè....
Le foto son fatte col cellulare, non sono niente di che, l'ultima poi non è neanche mia ma l'ho presa dal sito dei beni culturali, ma tant'è... almeno avete un assaggino di ciò che è :)

3 commenti:
Qui ci sono stata, anche se un po' di sfuggita!
Ciao
Lucia G.
Vista per caso circa 25 anni fa, giuro, forse sarebbe l'ora di tornare.
o brave bimbe!
se faccio un'Elaiza tour vi ci porto dai
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